inaugurazione mostra
"Cosmocromie"
presenta il fotografo e cultore d'arte
Francesco Danesin
Sidereus Nuncius
Più che finestre, Marzia ci spalanca delle porte nel cielo. Attraversandole, veniamo circondati dalle mille e mille luci delle stelle che trapuntano il silenzioso mantello di cobalto del suo spazio pittorico.
Fascino e stupore ci coglie allorché, nel silenzio irreale, improvvisa, un’eterea scia di brillanti, zaffiri, rubini, smeraldi e oro ci avvolge: onda di luce e suono, musica celeste che ci inonda il cuore e la mente di emozioni. Polvere di stelle, sentiamo di esistere in un cielo che tutti ci accoglie e accomuna. Il tessuto pittorico delle sue tele richiama la materialità delle forme primordiali: orme geometriche impresse-sedimentate nel nostro codice di vita. Memoria ancestrale di quella originaria appartenenza che ci trovava atomi fluttuanti tra le galassie e poi primigeni organismi nelle abissali profondità degli oceani, fino al nostro più recente terrestre approdo.
Le sue sono sapienti e liriche raffigurazioni cromatiche capaci di suscitare autentica meraviglia. Fra i suoi molteplici paesaggi cosmici la galassia rosa-azzurro ci parla del mistero della nascita di nuove piccole stelle destinate ad irradiarsi nel cosmo e a costituire nuova fonte di scoperta e ammirazione per i futuri esploratori del cielo.
Marzia si fa interprete della parte più spirituale di ognuno di noi e la esprime con la grazia che è propria dell’artista.

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